mercoledì 30 novembre 2011

Is there anybody out there?

Pink Floyd - The wall
La storia del genere umano non è stata scritta dagli eroi ma è un coacervo di gesti e momenti semplici, qualcuno direbbe banali, di immagini sbiadite, di fotogrammi che mai faranno parte del grande film.
Quante volte abbiamo incrociato durante la nostra vita la strada di qualcuno che, solo per un momento, un attimo appena, ha incrociato il nostro sguardo? Quante volte occhi sconosciuti hanno cercato di penetrare i nostri in cerca di un aiuto o anche soltanto comprensione e conforto? Quante volte ci siamo fermati e abbiamo guardato veramente gli altri? La nostra vita è costellata di questi episodi, piccoli frammenti – brandelli? - di altre vite, occhi che vagano nel vuoto in cerca di uno sguardo, di una mano che si solleva, di un cenno, di un abbraccio, un piccolo gesto di consolazione o simpatia (nell’accezione originale del termine, sentire insieme, condivisione, comprensione).
Fantasmi incrociano le nostre strade, a volte siamo fantasmi noi stessi, perduti in un gioco che sembra più grande di noi. E’ in questi momenti che l’uomo si sente schiacciato, soffocato e oppresso, e cerca rifugio in qualunque cosa che lo possa staccare dalla realtà, a qualcuno basta un momento, altri ricorrono a soluzioni definitive.
Se, quando incontriamo un fantasma, provassimo a spogliarci della nostra superficialità, del nostro egoismo, e tentassimo anche soltanto a comprendere chi ci sta di fronte, FORSE contribuiremmo ad aprire uno spiraglio nel muro che ci isola, magari sarebbe soltanto un mattone quello che toglieremmo ma potrebbe essere l’inizio di una nuova strada di speranza.
Creta 2007146
Is there anybody out there?
Vedo i confini del mio orizzonte ormai. Il tempo che scorre agisce sulle fibre della mia mente come l’acqua troppo calda sul cotone.
L’oscurità si impossessa di spazi e cose che prima mi erano familiari.
Cerco di oppormi aggrappandomi saldamente a tutto ciò che mi rimane. Per questo ho necessità di conoscere l’esatta fisionomia del noto.
Ho bisogno di ordine.
Ordine. Per non perdermi.
Ma tutto – tutti? – mi è ostile. L’oscurità avvolge ogni cosa, se ne impossessa e la trasforma in alleato. Contro di me.
Vorrei gridare aiuto ma questo mi si ritorcerebbe contro, sarei scoperto.
Zitto, acquattato nel mio io.
“AIUTO!” Va, mio grido silenzioso e raggiungi l’anima di chi mi ama.
Mi sentirà e correrà in mio soccorso. E finalmente riemergerò da questo mare di solitudine.

Perché gli amori – L’AMORE – non mi sostiene? Perché fa finta di non capire? Perché non mi aiuta a mettere in ordine?
Forse l’oscurità l’ha raggiunta?!
Zitto, non devo gridare.
Anche se questo vuoto che mi circonda mi terrorizza, non devo gridare.

Mi rifugio nei ricordi. Un caldo abbraccio a cui mi affido, sicuro.
C’è ordine qui. Ogni cosa è là dove la cerchi. Dove deve essere. Sospesa. Vetrificata nel tempo già trascorso.
E un sacco di volti conosciuti e amici.

Fuori qualcuno mi chiama. Sento che in molti mi cercano.
Ma non mi troveranno.
Io sto qui.
Al sicuro.

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