mercoledì 30 novembre 2011

Quando si incontra una persona amica

E' raro.
Ma a volte capita.
Succede che lungo il nostro cammino si incontri qualcuno, una persona come tante altre, con cui però, al primo contatto, inaspettatamente, senti scoccare una scintilla.
Dedicato a questi incontri.
E alla vita che sa sorprenderci sempre.


Amleto e il mare

La piccola imbarcazione solcava leggera l’acqua, lasciando dietro di sé solo un segno leggero del suo passaggio, piccole increspature sulla superficie del tempo che, così come si erano formate, presto sarebbero nuovamente state parte del tutto, come se nulla fosse accaduto, come se tutto fosse irrimediabilmente e ossessivamente uguale a sé stesso.
Per sempre, in un susseguirsi ostinato di un presente già vissuto.
Il marinaio osservava la linea dell’orizzonte davanti alla prua farsi cupa e grigia quasi che il cielo e il mare avessero deciso di fondersi, rompendo la discontinuità che li separava. Presto il vento si sarebbe rinforzato e la superficie del mare, ora liscia e calma, sarebbe stata percorsa da onde che avrebbero percosso il suo fragile guscio.
Le mani esperte del marinaio regolarono le vele di conseguenza, gesti sicuri, ripetuti chissà quante volte, in attesa di prendere la decisione su quale doveva essere la sua nuova rotta.
Fuggire lontano, verso un punto qualunque dell’orizzonte, oppure affrontare questa nuova prova e andare oltre?
Gli tornarono alla mente parole lontane.
Whether'tis nobler in the mind to suffer the slings and the arrows of outrageous fortune, or to take arms against a sea of troubles and by opposing end them.
“Maledetto William, avevi ragione” pensò mentre un sorriso amaro increspava appena le sue labbra.
La bufera si impossessò rapidamente del mare.
Le onde spazzavano la coperta.
Raffiche violente di vento facevano inclinare paurosamente la barca come se fosse quella l’ultima volta e sputavano in faccia al marinaio gocce di pioggia gelida che, mescolandosi alle lacrime, gli rigavano il volto.
To die- to sleep, no more; and by a sleep to say we end the heart-ache and the thousand natural shoeks that flesh is heir to: 'tis a consummation devoutly to be wish'd. To die, to sleep; To sleep, perchance to dream” cantava il marinaio, convinto che quello sarebbe stato il suo ultimo canto, quando un piccolo punto luminoso ruppe l’oscurità.
Lo seguì, come ipnotizzato, e questo presto si trasformò in un raggio luminoso che fendeva il cielo.
Un faro che lo condusse verso sponde sicure dove trovare finalmente pace e serenità.

Chi è il marinaio che ha scelto la rotta?
Chi è il faro che l’ha indicata?
Noi non lo sappiamo. Sappiamo però che ogni marinaio ha, da qualche parte lungo la linea del suo orizzonte, un faro che gli può indicare la rotta migliore.
Oggi gli occhi di un marinaio e la luce di un faro si sono incontrati.

Nessun commento:

Posta un commento